Si può avere oltre vent’anni di esperienza nella gestione operativa di progetti internazionali e sentire comunque il bisogno di tornare a studiare? La risposta è sì. Soprattutto quando l’obiettivo non è semplicemente aggiungere una certificazione al proprio curriculum, ma acquisire un metodo più strutturato per affrontare responsabilità e progetti sempre più complessi.
È la storia di Ennio Luca Domicoli, professionista del settore pipeline con oltre vent’anni di esperienza internazionale nella logistica, nel procurement e nella gestione operativa di progetti complessi. Dopo aver lavorato in diversi Paesi, tra cui Algeria, Egitto, Spagna e Nigeria, ha scelto di intraprendere un percorso di formazione manageriale con CESMA Business School, proseguendo successivamente fino al conseguimento della certificazione PMP® (Project Management Professional).
Una scelta maturata a 52 anni, in una fase della carriera in cui l’esperienza era già consolidata, ma la volontà di crescere professionalmente era ancora molto forte.
Quando vent’anni di esperienza non sono più sufficienti
Nel corso della sua carriera, Enn Luca Domicoli ha affrontato progetti internazionali caratterizzati da complessità operative, gestione di fornitori, coordinamento di team, attività doganali e rapporti con amministrazioni e istituzioni di Paesi differenti.
Responsabilità che richiedono capacità organizzative, esperienza sul campo e una notevole attitudine alla risoluzione dei problemi.
Con il passare degli anni, tuttavia, ha maturato una consapevolezza: saper gestire operativamente un progetto non significa necessariamente possedere tutti gli strumenti metodologici del Project Management.
L’esperienza permette di affrontare situazioni già conosciute, ma quando aumentano la complessità dei progetti, le responsabilità economiche e le aspettative dei clienti, diventa fondamentale integrare le competenze pratiche con metodologie, procedure e strumenti manageriali riconosciuti.
Da questa esigenza è nata la decisione di frequentare un Executive Master, con l’obiettivo di rafforzare le proprie competenze e prepararsi ad affrontare sfide professionali di livello superiore.
Dall’esperienza operativa a una visione strutturata del Project Management
Uno degli aspetti più significativi della testimonianza riguarda il rapporto tra esperienza professionale e formazione.
Pur non avendo ricoperto formalmente il ruolo di Project Manager, Domicoli ha lavorato per molti anni in ambiti strettamente collegati alla gestione dei progetti, assumendo responsabilità tipiche dell’Operations Management.
Il percorso formativo gli ha permesso di rileggere queste esperienze attraverso una prospettiva differente, acquisendo maggiore familiarità con i principi del Project Management internazionale, la gestione dei rischi, la pianificazione e l’ottimizzazione dei tempi.
La differenza non consisteva nel cambiare lavoro, ma nel cambiare il modo di interpretarlo.
Durante lo studio, infatti, riconosceva quotidianamente nelle attività professionali le situazioni e i concetti affrontati durante le lezioni, riuscendo a collegare immediatamente teoria e pratica.
Studiare dalla Nigeria: il valore della determinazione
Conciliare formazione e lavoro è una delle principali difficoltà per i professionisti che ricoprono ruoli di responsabilità. Farlo mentre si opera in contesti internazionali complessi rappresenta una sfida ancora maggiore.
Durante il percorso, Domicoli si trovava in Nigeria, impegnato in attività lavorative caratterizzate da orari intensi e condizioni logistiche non sempre favorevoli.
Lo studio doveva necessariamente trovare spazio al termine della giornata lavorativa, spesso rinunciando al riposo e al tempo personale.
Non sono mancati momenti di difficoltà, durante i quali è stato complicato mantenere la continuità nella frequenza delle lezioni. Ma proprio in quei momenti è emersa la determinazione che avrebbe caratterizzato l’intero percorso.
La soluzione è stata costruire una routine quotidiana di studio, dedicando circa un’ora e mezza o due ore ogni sera alla lettura, al ripasso e alla revisione dei contenuti.
Un approccio semplice, ma estremamente efficace: sostituire il rinvio continuo con l’impegno costante.
Le lezioni registrate: uno strumento decisivo per chi lavora all’estero
Tra gli elementi maggiormente apprezzati del percorso CESMA, Domicoli sottolinea la possibilità di rivedere le registrazioni delle lezioni anche a distanza di tempo.
Per un professionista impegnato all’estero, con orari lavorativi variabili e responsabilità operative importanti, poter recuperare e approfondire autonomamente gli argomenti si è rivelato fondamentale.
Le registrazioni hanno rappresentato uno strumento particolarmente utile anche durante la successiva preparazione all’esame PMP®.
Di fronte a concetti complessi o argomenti non completamente assimilati, la possibilità di tornare alle spiegazioni dei docenti, riascoltare gli esempi e confrontarli con il materiale di studio ha contribuito a consolidare progressivamente le competenze.
È un esempio concreto di come la flessibilità didattica possa rendere accessibile la formazione manageriale anche a chi lavora su progetti internazionali.
La preparazione alla certificazione PMP®: metodo, costanza e simulazioni
Dopo aver completato l’Executive Master, Domicoli ha deciso di proseguire con CESMA anche nella preparazione all’esame per la certificazione PMP®, ritenendola la naturale continuazione del percorso formativo.
La preparazione si è sviluppata nell’arco di diversi mesi, durante i quali ha adottato un programma di studio regolare e progressivo.
Un ruolo particolarmente importante è stato svolto dalle simulazioni dell’esame PMP®, utilizzate non soltanto per verificare le conoscenze, ma anche per allenare il ragionamento, la capacità di interpretare le domande e la gestione del tempo.
Secondo la sua esperienza, affrontare numerose simulazioni permette di familiarizzare con le logiche dell’esame e di riconoscere più rapidamente gli elementi decisivi nelle diverse situazioni proposte.
Il suo consiglio è chiaro: pianificare la preparazione con anticipo, dedicare tempo allo studio, esercitarsi con continuità e sostenere l’esame quando si è raggiunta una preparazione adeguata.
L’esame PMP® in inglese: una sfida nella sfida
Avendo trascorso gran parte della propria carriera in contesti internazionali, Domicoli ha scelto di sostenere l’esame PMP® in lingua inglese.
Una decisione coerente con il proprio percorso professionale e con l’utilizzo quotidiano dell’inglese nei rapporti di lavoro.
Nella sua testimonianza racconta anche l’esperienza dell’esame online, caratterizzato da procedure di identificazione, controlli dell’ambiente e regole precise da rispettare durante la prova.
Tra le difficoltà maggiori evidenzia la necessità di mantenere la concentrazione, gestire correttamente il tempo e leggere con estrema attenzione ogni domanda.
In molti quesiti, infatti, anche una singola parola può modificare significativamente il significato della situazione descritta e orientare verso una risposta differente.
Per questo motivo, oltre alla preparazione tecnica, considera fondamentali calma, lucidità e capacità di ragionamento.
Un esempio concreto: la gestione dei rischi di progetto
Uno degli episodi più significativi raccontati durante l’intervista riguarda una domanda relativa al ritardo nella consegna di un componente critico da parte di un fornitore.
La situazione richiedeva di individuare l’azione più appropriata per il Project Manager, valutando il possibile impatto sul cronoprogramma e le risposte già previste nella gestione dei rischi.
Era un caso che Domicoli aveva affrontato ripetutamente durante le simulazioni e che gli aveva creato inizialmente alcune difficoltà.
Ritrovare una situazione analoga durante l’esame gli ha permesso di riconoscere immediatamente il ragionamento corretto: valutare l’impatto del ritardo e verificare il piano di risposta ai rischi, prima di assumere decisioni operative non adeguatamente analizzate.
Un episodio che evidenzia come la preparazione alla PMP® non si limiti alla memorizzazione di concetti, ma richieda la capacità di applicare principi e metodologie a situazioni concrete di gestione dei progetti.
La certificazione PMP® e il riconoscimento professionale internazionale
Il conseguimento della certificazione PMP® ha rappresentato per Domicoli un traguardo particolarmente significativo, non soltanto sul piano personale, ma anche nel contesto professionale.
Dopo aver inserito la certificazione nella propria firma aziendale, ha ricevuto numerosi messaggi di congratulazioni da colleghi e interlocutori professionali, compresi rappresentanti del cliente con cui collaborava.
Un riconoscimento che lo ha portato a riflettere sul valore della certificazione.
Le sue competenze operative erano già apprezzate prima dell’esame, ma la certificazione PMP®, rilasciata dal Project Management Institute (PMI), ha aggiunto un riconoscimento formale delle competenze di Project Management secondo uno standard internazionale.
In contesti caratterizzati da progetti complessi, stakeholder di nazionalità differenti e organizzazioni strutturate, questa credibilità può rappresentare un elemento importante di qualificazione professionale.
Parlare lo stesso linguaggio dei clienti e degli stakeholder
Tra i benefici più concreti della formazione, Domicoli evidenzia il miglioramento della comunicazione professionale.
Grazie alle competenze acquisite, ha sviluppato una maggiore padronanza della terminologia del Project Management, riuscendo a confrontarsi con clienti, colleghi e responsabili di progetto attraverso un linguaggio condiviso.
La differenza, come emerge dalla sua testimonianza, non consiste soltanto nel sapere che cosa fare, ma anche nel saper presentare, motivare e comunicare le proprie decisioni in maniera strutturata.
Un cambiamento particolarmente rilevante nei progetti internazionali, dove la chiarezza della comunicazione e la capacità di coordinamento possono incidere direttamente sull’efficacia delle attività operative.
La formazione manageriale non ha età: il valore di continuare a crescere
La testimonianza di Enn Luca Domicoli trasmette un messaggio importante a tutti i professionisti che, dopo molti anni di carriera, si chiedono se valga ancora la pena investire nella propria formazione.
A 52 anni, con oltre vent’anni di esperienza internazionale, ha scelto di affrontare un percorso impegnativo, superare difficoltà organizzative e dedicare una parte significativa del proprio tempo personale allo studio.
Il risultato non è stato soltanto il conseguimento di una certificazione, ma l’acquisizione di una maggiore consapevolezza professionale e di un metodo capace di valorizzare ulteriormente l’esperienza maturata sul campo.
Esperienza e formazione non sono alternative: sono due elementi complementari di una crescita professionale continua.
Dall’Executive Master alla certificazione PMP®:
CESMA Business School propone percorsi di formazione manageriale dedicati ai professionisti che desiderano sviluppare competenze strutturate nella gestione dei progetti e rafforzare il proprio profilo professionale.
Gli Executive Master in Project Management permettono di approfondire metodologie, strumenti e competenze manageriali utili per affrontare progetti complessi, integrando la preparazione teorica con un approccio orientato alle applicazioni professionali.
Il Corso di Preparazione alla Certificazione PMP® accompagna invece i partecipanti nell’approfondimento delle conoscenze richieste per affrontare l’esame, attraverso lezioni, materiali didattici, esercitazioni e simulazioni.
Perché il vero obiettivo della formazione non è soltanto superare un esame, ma acquisire competenze che continuano a produrre valore nel tempo, migliorando il modo di gestire progetti, persone e responsabilità.



